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	<title>Dicembre 2023 Archivi - Fondazione Livorno</title>
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		<title>Ecco, online, il Bando &#8220;Interventi per il sociale 2024&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[gestione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Dec 2023 15:53:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati e news 2023]]></category>
		<category><![CDATA[Dicembre 2023]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Volontariato]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="550" height="309" src="https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/12/Interventi-sociale-2024-550x309.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/12/Interventi-sociale-2024-550x309.png 550w, https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/12/Interventi-sociale-2024-980x551.png 980w, https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/12/Interventi-sociale-2024-1600x900.png 1600w, https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/12/Interventi-sociale-2024-768x432.png 768w, https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/12/Interventi-sociale-2024-1536x864.png 1536w, https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/12/Interventi-sociale-2024-560x315.png 560w, https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/12/Interventi-sociale-2024-230x129.png 230w, https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/12/Interventi-sociale-2024-300x169.png 300w, https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/12/Interventi-sociale-2024.png 1920w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div>
<p>Livorno, 22 dicembre 2023 &#8211; Nell’ambito del settore Volontariato, filantropia e beneficenza Fondazione Livorno ha pubblicato il bando Interventi per il sociale 2024. Con un plafond di 300.000 euro, il bando è rivolto a enti pubblici o privati senza scopo di lucro dotati di esperienza, competenza, professionalità, reputazione e capacità di partnership nelle aree tematiche &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://fondazionelivorno.it/ecco-online-il-bando-interventi-per-il-sociale-2024/">Ecco, online, il Bando &#8220;Interventi per il sociale 2024&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://fondazionelivorno.it">Fondazione Livorno</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="550" height="309" src="https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/12/Interventi-sociale-2024-550x309.png" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/12/Interventi-sociale-2024-550x309.png 550w, https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/12/Interventi-sociale-2024-980x551.png 980w, https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/12/Interventi-sociale-2024-1600x900.png 1600w, https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/12/Interventi-sociale-2024-768x432.png 768w, https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/12/Interventi-sociale-2024-1536x864.png 1536w, https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/12/Interventi-sociale-2024-560x315.png 560w, https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/12/Interventi-sociale-2024-230x129.png 230w, https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/12/Interventi-sociale-2024-300x169.png 300w, https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/12/Interventi-sociale-2024.png 1920w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div><p><em>Livorno, 22 dicembre 2023 &#8211;</em> Nell’ambito del settore <em>Volontariato, filantropia e beneficenza</em> Fondazione Livorno ha pubblicato il bando <strong>Interventi per il sociale 2024</strong>.</p>
<p>Con un plafond di <strong>300.000 euro</strong>, il bando è rivolto a enti pubblici o privati senza scopo di lucro dotati di esperienza, competenza, professionalità, reputazione e capacità di partnership nelle aree tematiche che riguardano interventi a favore di bambini e adolescenti a rischio, interventi a favore di disabili e interventi di contrasto alle nuove e vecchie povertà che prevedano percorsi di riattivazione socio-economica.</p>
<p><strong>Le richieste di contributo dovranno essere inviate entro e non oltre le ore 13.00 di giovedì 29 febbraio 2024 esclusivamente tramite la procedura on-line</strong>, che avverrà in 2 fasi:</p>
<ol>
<li>Il modulo di richiesta dovrà essere compilato e trasmesso online tramite l’accesso al sito della Fondazione (<a href="http://www.fondazionelivorno.it">www.fondazionelivorno.it</a>), sezione “Bandi”. Dopo il primo invio la pratica risulterà <strong><em>inviata</em></strong>;</li>
<li>Il modulo inviato dovrà essere poi stampato e sottoscritto in originale dal legale rappresentante dell’ente e trasmesso, esclusivamente on-line tramite l’accesso al sito della Fondazione (<a href="http://www.fondazionelivorno.it">www.fondazionelivorno.it</a>), sezione “Bandi”. Dopo il secondo invio la pratica risulterà <strong><em>chiusa</em></strong> e dunque regolarmente inviata.</li>
</ol>
<p>Saranno escluse richieste di contributo pervenute tramite modalità diverse. <strong>La procedura telematica di richiesta di contributo è preceduta dall’accreditamento</strong>, ossia dalla registrazione on-line dell’utente. Sarà richiesto uno username e sarà generata in automatico una password (ciò accade solo per il primo accesso, gli utenti che hanno effettuato la registrazione negli anni precedenti utilizzeranno username e password già in proprio possesso).</p>
<p><strong>La rete/partenariato è considerata requisito necessario ed imprescindibile per presentare richiesta di contributo</strong>. Per rete si intende la partecipazione al progetto di altri enti pubblici o privati (partner) attraverso un cofinanziamento che potrà consistere in contributi in denaro o in apporti al progetto in beni e servizi (personale, beni strumentali, sedi, materiali etc.).</p>
<p>Gli uffici della Fondazione sono a disposizione per informazioni dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.30 alle ore 13.30 (tel. 0586-826112), da giovedì 4 gennaio 2024.</p>
<p>Per problemi tecnici rivolgersi a: <a href="mailto:assistenzarol20@strutturainformatica.com">assistenzarol20@strutturainformatica.com</a></p>
<p>Per accedere al bando: <a href="https://fondazionelivorno.it/bandi/">https://fondazionelivorno.it/bandi/</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://fondazionelivorno.it/ecco-online-il-bando-interventi-per-il-sociale-2024/">Ecco, online, il Bando &#8220;Interventi per il sociale 2024&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://fondazionelivorno.it">Fondazione Livorno</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>53 nuovi progetti per il 2024 selezionati dal Fondo per la Repubblica Digitale</title>
		<link>https://fondazionelivorno.it/53-nuovi-progetti-per-il-2024-selezionati-dal-fondo-per-la-repubblica-digitale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gestione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Dec 2023 13:54:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dicembre 2023]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati e news 2023]]></category>
		<category><![CDATA[Educazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="550" height="347" src="https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/07/Card-1-candidati-per-ITac@-e1703167570647-550x347.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/07/Card-1-candidati-per-ITac@-e1703167570647-550x347.jpg 550w, https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/07/Card-1-candidati-per-ITac@-e1703167570647-768x485.jpg 768w, https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/07/Card-1-candidati-per-ITac@-e1703167570647-560x353.jpg 560w, https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/07/Card-1-candidati-per-ITac@-e1703167570647-230x145.jpg 230w, https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/07/Card-1-candidati-per-ITac@-e1703167570647.jpg 808w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div>
<p>Livorno, 21 dicembre 2023 &#8211; Nel 2024 oltre 8.500 tra disoccupati e lavoratori con mansioni a forte rischio di sostituibilità a causa dell’automazione e dell’innovazione tecnologica potranno beneficiare gratuitamente dei 53 progetti selezionati e sostenuti dal Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale. In totale sono stati messi in campo circa 22,2 milioni di euro. Dei 53 progetti selezionati, 41 &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://fondazionelivorno.it/53-nuovi-progetti-per-il-2024-selezionati-dal-fondo-per-la-repubblica-digitale/">53 nuovi progetti per il 2024 selezionati dal Fondo per la Repubblica Digitale</a> sembra essere il primo su <a href="https://fondazionelivorno.it">Fondazione Livorno</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="550" height="347" src="https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/07/Card-1-candidati-per-ITac@-e1703167570647-550x347.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/07/Card-1-candidati-per-ITac@-e1703167570647-550x347.jpg 550w, https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/07/Card-1-candidati-per-ITac@-e1703167570647-768x485.jpg 768w, https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/07/Card-1-candidati-per-ITac@-e1703167570647-560x353.jpg 560w, https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/07/Card-1-candidati-per-ITac@-e1703167570647-230x145.jpg 230w, https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/07/Card-1-candidati-per-ITac@-e1703167570647.jpg 808w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div><p><em>Livorno, 21 dicembre 2023</em> &#8211; Nel 2024 <strong>oltre 8.500 </strong>tra disoccupati e lavoratori con mansioni a forte rischio di sostituibilità a causa dell’automazione e dell’innovazione tecnologica potranno beneficiare gratuitamente dei <strong>53 progetti</strong> <strong>selezionati e sostenuti dal <a href="https://www.fondorepubblicadigitale.it/">Fondo per la Repubblica Digitale</a> Impresa sociale</strong>. In totale sono stati messi in campo circa <strong>22,2 milioni di euro</strong>. Dei 53 progetti selezionati, <a href="https://fondazionelivorno.it/in-progresso-e-prospettive-al-via-i-due-nuovi-bandi-del-fondo-per-la-repubblica-digitale/">41 sono risultati idonei per il bando “Prospettive” per un totale di 18,6 milioni assegnati e 12 per “In Progresso”, sostenuti con 3,6 milioni di euro.</a> Per “In Progresso” i progetti si rivolgono ad uno specifico territorio, mentre per “Prospettive” una è l’iniziativa di carattere nazionale, mentre 16 si rivolgono al Nord-Centro e 24 all’area Sud-Isole.</p>
<p>Il Fondo, con l’obiettivo di accompagnare l’Italia verso la transizione digitale, nasce dalla partnership tra pubblico e privato sociale (Governo e Associazione di Fondazioni e di Casse di risparmio – Acri);  alimentato da versamenti effettuati dalle Fondazioni di origine bancaria, stanzia un totale di 350 milioni di euro. Anche Fondazione Livorno, con Acri (l’Associazione delle Fondazioni di origine bancaria), partecipa al finanziamento dei due bandi, che rappresentano un<strong> ulteriore passo verso l’accrescimento delle competenze digitali in Italia. </strong></p>
<p><em>“Il Fondo per la Repubblica Digitale è sulla giusta strada per centrare l’obiettivo di formare migliaia di persone come disoccupati e lavoratori con mansioni a forte rischio di sostituibilità a causa dell’innovazione tecnologica, dando un contributo di rilievo al miglioramento delle competenze digitali del nostro Paese. Sulla base dei risultati fino ad oggi raggiunti, sono felice di confermare che il Dipartimento per la Transizione Digitale ha ulteriormente sostenuto il Fondo con 70 milioni di euro di credito di imposta per il 2024, prevedendo l’attivazione di nuovi percorsi formativi. Si tratta di un impegno concreto, da parte del Governo, per fare in modo che nessuno venga lasciato indietro nell’era dell’innovazione tecnologica e per assicurare a tutti l’opportunità di sviluppare competenze digitali essenziali”</em> ha dichiarato il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione Tecnologica <strong>Alessio Butti.</strong></p>
<p>Per <strong>Giovanni Fosti</strong>, Presidente del Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale: “<em>In poco più di un anno di attività l’Impresa sociale Fondo per la Repubblica Digitale ha pubblicato quattro bandi – dedicati alle donne (18-50 anni), ai NEET (15-34), ai disoccupati e inattivi (34-50 anni), ai lavoratori a rischio di sostituzione a causa dell’innovazione tecnologica. In totale sono state ricevute 456 proposte progettuali. I progetti selezionati e sostenuti sono in tutto 76. Sono stati assegnati in totale poco più di 35 milioni di euro per 13.390 beneficiari. I due bandi pubblicati nel 2023 prevedono il sostegno di 53 progetti che saranno avviati nel corso del prossimo anno. Sono felice di rilevare che per il bando “Prospettive” verranno coinvolti diversi target fragili, come persone senza dimora, persone con disabilità, detenuti e migranti.  Per il bando “In Progresso” parteciperanno 112 aziende che coinvolgeranno 1.805 lavoratori. La trasformazione digitale deve riguardare tutta la popolazione</em>”.</p>
<p>Rispetto ai Paesi Ue, <strong>l’Italia riporta il più alto tasso di inattività (34,6%)</strong>: durante il terzo trimestre 2022, più di un terzo della popolazione italiana di età compresa tra i 15 e i 64 anni risulta non occupata o in cerca di occupazione, contro il valore medio Ue pari al 23,6%. Inoltre, secondo i dati OCSE, il tasso di disoccupazione del nostro Paese è del 7,9%, superiore di quasi due punti percentuali rispetto alla media europea (6,1%). Le persone tra i 34 e i 50 anni risultano essere quelle maggiormente colpite dal fenomeno e tra loro si concentra la quota più alta di disoccupati di lunga durata, cioè coloro che cercano e non trovano un lavoro da più di un anno.</p>
<p>L’Italia, inoltre, è tra i Paesi con il più alto tasso di <em>skill mismatch</em> in Europa: lo <em>skill-gap</em> che ne deriva si traduce nell’incapacità di acquisire, entro i tempi della transizione tecnologica, le stesse abilità complesse che svolgerebbe un robot al nostro posto. Un recente studio dell’Università di Trento conferma che <strong>nei prossimi 15 anni la quota di lavoratori e lavoratrici ad alto rischio di rimpiazzo tecnologico si attesterà tra il 33%</strong> (7,12 milioni di persone) <strong>e il 18%</strong> (3,87 milioni), se si considerano rispettivamente le professioni automatizzabili o le singole mansioni. Nel nostro Paese le professioni ad alto rischio di automazione interessano diversi settori: trasporti e logistica, supporto d’ufficio e amministrativo, produzione, servizi e settore della vendita. Tutto ciò rende necessaria un’azione di adeguamento del <em>know-how.</em></p>
<p>In questo contesto, il Fondo promuove “<strong>Prospettive</strong>”, il bando dedicato ad accompagnare lo <strong>sviluppo delle competenze digitali di donne e uomini ai margini del mercato del lavoro</strong> – disoccupate/i e inattive/i, di età compresa fra i 34 e i 50 anni, per offrire loro migliori opportunità e condizioni di inserimento e permanenza nel mondo del lavoro e  “<strong>In progresso</strong>”, il bando dedicato alla crescita delle competenze digitali dei<strong> lavoratori con mansioni a forte rischio di sostituibilità</strong> a causa dell’automazione e dell’innovazione tecnologica, al fine di garantire migliori opportunità professionali. Per sottolineare l’importanza di questo obiettivo, una percentuale del contributo (il 20% per “Prospettive” e il 15% per “In Progresso”) verrà erogata secondo il principio <strong><u>pay for performance</u></strong>, ovvero in base ai risultati raggiunti in termini di nuova occupazione o miglioramento della posizione lavorativa.</p>
<p>La maggioranza dei progetti lavora sull’integrazione delle competenze digitali di base e avanzate. Diversi percorsi formativi del<strong> bando “Prospettive”</strong> si rivolgono a target fragili come <strong>persone senza dimora</strong>, <strong>persone con disabilità</strong>, <strong>detenuti</strong>, <strong>migranti</strong>. “<strong>Includo</strong>” è un progetto nazionale proposto dal Centro Studi – Opera Don Calabria, che ha come target le <strong>persone fissa dimora tra i 34 e i 50 anni</strong>, presi in carico dai servizi di accoglienza e di housing first da enti pubblici e/o del terzo settore. Attraverso la formazione e percorsi di accompagnamento individuale, il progetto mira ad agevolare l’autonomia e facilitare il reinserimento nel contesto sociale e l’integrazione del sapere digitale di base per il collocamento lavorativo. L’Ente Nazionale per la protezione e l’assistenza dei Sordi APS ETS realizzerà in otto regioni, tra cui Puglia, Molise, Basilicata e Calabria “<strong>Deaf Campus. Azioni formative accessibili per le persone sorde</strong>”. Questo progetto vuole offrire alle persone sorde la possibilità di accedere a un ventaglio di azioni formative nel campo delle competenze digitali, per offrire loro nuove opportunità professionali. Il progetto “<strong>PRO.DIGI: competenze digitali per la cittadinanza e l’inclusione in Emilia Romagna</strong>” di A.E.C.A mira a creare un’opportunità per 100 persone in situazione di fragilità di maturare sufficienti competenze digitali per la cittadinanza e l’inclusione. Una parte dei beneficiari, sarà indicata dall’Ufficio interdistrettuale esecuzione penale esterna e dal Provveditorato Regionale dell’Amministrazione penitenziaria.</p>
<p>Per “<strong>In Progresso</strong>” sono diversi i percorsi dedicati ai lavoratori <strong>metalmeccanici</strong> e <strong>manifatturieri </strong>come del settore dell’<strong>industria alimentare</strong>. Nel settore metalmeccanico il progetto “<strong>Digital Mec</strong>” è dedicato ad operai impiegati nella meccanica di precisione e ai profili amministrativi. L’Associazione SBS intende erogare percorsi formativi e di supporto a favore di operai e impiegati del settore metalmeccanico con mansioni a rischio sostituibilità, fornendo nuove competenze digitali e tecnico-professionali nell’ottica di Industria 4.0 utili a trasferire competitività all’interno del settore. Saranno coinvolte quattro imprese della provincia di Bergamo. “<strong>GOAL DIGITALE</strong>” del Centro Consorzi è una proposta di intervento di upskilling digitale di 127 lavoratrici e lavoratori di aziende metalmeccaniche e manifatturiere venete, caratterizzate da un livello di automazione di tipo 4.0 elevato. Il progetto mette al centro la persona-lavoratore a rischio di sostituibilità, per riqualificarle attraverso competenze professionalizzanti necessarie per affrontare la transizione digitale e svolgere mansioni a maggiore valore aggiunto, corrispondenti alle esigenze riorganizzative e di tipo smart delle aziende di appartenenza. L’industria alimentare è protagonista di “<strong>D-FoodPro</strong>” di Cosvitec. Attraverso il progetto gli enti di ricerca e formazione, Cosvitec e Mater, insieme alla rete di aziende coinvolte, hanno identificato le microcompetenze necessarie per rispondere al fabbisogno digitale dei lavoratori del settore food, come per esempio il monitoraggio e il controllo a distanza e l’efficienza energetica. I corsi si svolgeranno tra Campania, Sicilia e Calabria.</p>
<p>Va ricordata l&#8217;nnovativa la partnership tra soggetti for profit e no profit, che collaborano insieme per formare i beneficiari sulle competenze digitali di base e avanzate e migliorare così la loro condizione professionale. Nel complesso sono<strong> 252 gli attori coinvolti</strong> tra soggetti no profit, enti del Terzo settore, soggetti pubblici, Università, ecc. Inoltre, per “In progresso” sono state coinvolte in totale <strong>112 imprese come partner datori di lavoro</strong> con lavoratori a rischio sostituibilità. Tra i <strong>soggetti for profit</strong> coinvolti nei progetti come fornitori di <em>know-how</em> digitale e sostenitori: Aulab, Skilla, Bip Consulting, Epic Education Srl, Cisco, Mygrants Srl, Impact Skills, Manpower, Umana Spa, Dataninja, HFarm, EY Advisory Spa. Tra le <strong>Università</strong> si segnala la partecipazione del Politecnico di Milano, della Scuola Superiore Sant’Anna, dell’Università di Napoli Federico II, del Politecnico di Bari, dell’Università degli Studi di Macerata, Università degli Studi di Palermo, dell’Università degli Studi Aldo Moro di Bari, dell’Università di Salerno, dell’Università degli Studi Roma Tre e dell’Università di Padova. Diversi gli <strong>Istituti Tecnici Secondari</strong> coinvolti come l’ITS Nuove Tecnologie per il Made in Italy nel Settore dei Servizi alle Imprese, l’ITS Academy Roberto Rossellini, la Fondazione ITS EAT e ITS Per La Mobilita’ Sostenibile.</p>
<p><a href="https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/12/BANDO-PROSPETTIVE-Infografiche-grandi-1-1536x864-1.pdf">Progetti Bando Prospettive</a></p>
<p><a href="https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/12/BANDO-INPROGRESSOInfografiche-grandi-3-1536x864-1.pdf">Progetti Bando In Progresso</a></p>
<p>Tutte le informazioni su <a href="http://www.fondorepubblicadigitale.it">www.fondorepubblicadigitale.it </a></p>
<p>L'articolo <a href="https://fondazionelivorno.it/53-nuovi-progetti-per-il-2024-selezionati-dal-fondo-per-la-repubblica-digitale/">53 nuovi progetti per il 2024 selezionati dal Fondo per la Repubblica Digitale</a> sembra essere il primo su <a href="https://fondazionelivorno.it">Fondazione Livorno</a>.</p>
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		<title>Pietro Annigoni, pittore di magnifico intelletto &#8211; A painter and his kingdom</title>
		<link>https://fondazionelivorno.it/pietro-annigoni-pittore-di-magnifico-intelletto-la-mostra-a-villa-mimbelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gestione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Dec 2023 16:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati e news 2023]]></category>
		<category><![CDATA[Dicembre 2023]]></category>
		<category><![CDATA[Arte e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="550" height="336" src="https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/07/invito-inaugurazione-ANNIGONI_page-0001-e1702640939486-550x336.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/07/invito-inaugurazione-ANNIGONI_page-0001-e1702640939486-550x336.jpg 550w, https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/07/invito-inaugurazione-ANNIGONI_page-0001-e1702640939486-980x598.jpg 980w, https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/07/invito-inaugurazione-ANNIGONI_page-0001-e1702640939486-768x469.jpg 768w, https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/07/invito-inaugurazione-ANNIGONI_page-0001-e1702640939486-560x342.jpg 560w, https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/07/invito-inaugurazione-ANNIGONI_page-0001-e1702640939486-230x140.jpg 230w, https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/07/invito-inaugurazione-ANNIGONI_page-0001-e1702640939486.jpg 1113w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div>
<p>Livorno, 14 dicembre 2023 &#8211;  La più ampia mostra antologica dedicata a Pietro Annigoni negli ultimi vent’anni, sulla scia della grande iniziativa monografica realizzata a Palazzo Strozzi a Firenze nel 2000 per celebrare l’artista dopo la scomparsa avvenuta nel 1988, si intitola Pietro Annigoni, pittore di magnifico intelletto, allestita negli spazi di Villa Mimbelli e curata &#8230;</p>
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<p>Quando si accendono i riflettori sui grandi interpreti del mondo dell’arte emerge sempre qualcosa di nuovo. <strong>Approfondimenti e scoperte inattese</strong> contribuiscono ad arricchire profili già noti ma pur sempre complessi e articolati. Anche questo appuntamento di Livorno si rivela un’occasione per proporre ulteriori analisi e riflessioni. Nei decenni centrali del Novecento, infatti, Annigoni, frequentava volentieri la città labronica dei vecchi e nuovi quartieri inscindibilmente legati al mare. Apprezzava la sua gente dal temperamento schietto, ma anche la ricchezza del suo tessuto culturale animato da innumerevoli presenze artistiche e letterarie di alto spessore intellettuale. Soprattutto, però, era attratto e amava quelle <strong>distese marine</strong> che si aprivano oltre il Porto Mediceo con le loro promesse di infinito e di libertà, da respirare a pieni polmoni a bordo della sua imbarcazione, la <strong>Bimba</strong>, un vecchio peschereccio che guidava lui stesso come un provetto marinaio.</p>
<p>Accanto a questa passione per il mare vissuta privatamente, nella mostra livornese emerge anche una dimensione pubblica che ha reso popolare l’artista. Annigoni era <strong>il pittore dei ritratti</strong> e anche degli autoritratti, banchi di prova delle proprie capacità tecniche ed espressive in gioventù e specchi dell’anima durante tutta la sua carriera. Celeberrimo è il ritratto che lo fece conoscere in tutto il mondo: quello fatto alla <strong>Regina Elisabetta II</strong>. Così, nella città che ha ospitato la più antica comunità britannica in Italia, in virtù della sua posizione geografica e dell’importante ruolo esercitato dal suo porto nel Mediterraneo, a poco più di un anno dalla scomparsa della Regina, è apparso naturale organizzare all&#8217;interno della mostra, una sezione dedicata al ritratto realizzato nel 1954‑&#8217;55 da Annigoni all’allora giovane Sovrana agli esordi della sua missione, ritratto che è divenuto una vera e propria <strong>immagine iconica</strong> del Novecento.</p>
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<p><strong>ANNIGONI</strong></p>
<p><em>Fin da giovanissimo Pietro Annigoni si esercitò nella pratica dell&#8217;autoritratto. Come per molti altri prima e dopo di lui, questo genere rappresentava, nella carriera di un artista figurativo, uno dei primi banchi di prova delle proprie capacità tecniche ed espressive, con un impegno che spesso proseguiva, come nel caso di Annigoni, fino all&#8217;estrema parabola del percorso esistenziale. In mostra troviamo così esposti i primi saggi realizzati da giovanissimo, a partire dal 1927, quando aveva appena 17 anni e già dimostrava una straordinaria maturità artistica disegnando in punta di lapis. Nel proseguo della carriera si cimenterà con tutte le tecniche che ebbe modo di sviluppare e consolidare negli anni, dall&#8217;incisione all&#8217;affresco, alla tempera grassa.</em></p>
<p><em>Se l&#8217;autoritratto, oltre che mezzo di esercitazione decisamente a &#8216;portata di mano&#8217;, è anche una sorta di specchio dell&#8217;anima, non sfuggirà come l&#8217;atteggiamento, sia in gioventù che in età più avanzata, sia sempre improntato ad un&#8217;immagine di sé severa e al contempo sfidante. Consapevole delle proprie capacità e del proprio mestiere, si pone dinanzi al mondo contemporaneo come &#8216;attore&#8217; critico ma attento alla complessità di tutto ciò che lo circonda e alle contraddizioni del suo tempo.</em></p>
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<p><strong>FAMIGLIA</strong></p>
<p><em>Insieme al genere dell&#8217;autoritratto era l&#8217;ambiente famigliare che ruotava attorno al pittore l&#8217;altro punto di riferimento privilegiato per Annigoni. Al di là degli affetti personali, i congiunti più stretti, infatti, costituivano modelli ideali di esercizio visivo e pratico in quanto, chiaramente, più direttamente disponibili. I genitori del Maestro, Ricciardo Annigoni e Teresa Botti, furono i primi ad essere oggetto delle attenzioni dell&#8217;artista che, in anni precoci, ne delineò immagini di grande perfezione formale e suggestione emotiva. La famiglia, originaria di Mirandola, si era stabilita a Milano dove sarebbero nati tutti i figli, Nino, lo stesso Pietro e Ricciardino, il più giovane. Del padre Ricciardo resta un notevole numero di ritratti, tra cui quello del 1928, uno dei disegni giovanili in punta di lapis di Annigoni di altissimo livello artistico e tra i più belli dell&#8217;intera produzione grafica, al quale si è voluto affiancare nella mostra una altrettanto straordinaria versione pittorica del 1933 dove il padre è illuminato in pieno da una fonte fuori campo su uno sfondo scuro in una atmosfera di chiara ispirazione fiamminga. La madre Teresa Botti, di origine statunitense, casalinga, è pure oggetto di eccellenti prove disegnative. Tra queste va segnalato, sempre nel 1928, un ritratto, anche questo stupendo, realizzato in punta di lapis.</em></p>
<p><em>Al fratello maggiore Nino, non si ha certezza che Pietro abbia dedicato almeno un ritratto, mentre del fratello minore Ricciardino, esistono vari schizzi e due dipinti compiuti, il primo colto in età giovanile, l&#8217;altro in un momento più maturo, intento a suonare la chitarra, strumento di cui era appassionato. Purtroppo, un destino amaro si accanì sul più piccolo della famiglia che scomparve prematuramente nel 1945 al suo rientro in Italia, alla fine della guerra, per le privazioni e le sofferenze subite durante la prigionia in Germania come ufficiale dell&#8217;esercito italiano. Dopo i famigliari più stretti è la volta del suo primo amore, Anna Maggini, conosciuta a Firenze nel 1928 mentre lui frequentava l&#8217;Accademia di Belle Arti e lei studiava arpa presso il Conservatorio Luigi Cherubini. Anna fu al centro di un rapporto particolarmente intenso sul piano affettivo ma anche contraddittorio che terminerà con la separazione nel 1957 non prima di avere dato al Maestro due figli, Benedetto nel 1939 e Maria Ricciarda nel 1948. Di Anna esistono varie immagini in diverse tecniche, che documentano la sua particolare bellezza.</em></p>
<p><em>Il giovane Annigoni ne fu ispirato fatalmente e continuò a ritrarla anche in momenti più avanzati e maturi. Dal già citato ritratto del 1929 in punta di lapis alla stupenda guache dei primi anni Trenta, si passa ad una serie di tempere grasse, in parte incompiute, che di volta in volta fissano il volto di una donna affascinante, ma di cui Annigoni sembra evocare attraverso l&#8217;espressione degli occhi un malcelato tormento interiore ed una sensualità sospesa e distante. I ritratti dei figli Benedetto e Ricciarda, rispettivamente del 1958 e del 1970, fissano modelli di bellezza maschile e, soprattutto, femminile che faranno testo nei decenni centrali del Novecento. Attraverso la diffusione di stampe e riproduzioni, entreranno nelle case della gente comune insieme all&#8217;ammaliante splendore di Rossella Segreto, seconda moglie del Maestro, conosciuta nel 1966 a bordo del transatlantico “Raffaello” sulla rotta verso New York e sposata nel 1975.</em></p>
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<p><strong>ANNIGONI E IL MARE</strong></p>
<p><em>Pietro Annigoni ebbe con il mare un rapporto molto stretto, mutuato dalle sue relazioni con Livorno e la sua gente. In particolare, gli piaceva pescare e ancor più navigare. A questo riguardo aveva comprato un vecchio peschereccio, “La Bimba”, con il quale, appena riusciva a ritagliarsi del tempo libero dai suoi numerosi impegni artistici, amava muoversi lungo la costa toscana fino alla Liguria. La mostra, a questo proposito, propone interessanti spunti autobiografici sia diretti che mediati da altri artisti. Ritroviamo così la “Bimba” in navigazione verso Portovenere durante l&#8217;estate del 1959, oppure piccole tavolette dipinte di prima intenzione che documentano il litorale versiliese, dalle parti di Tonfano, e che il Maestro amava frequentare specie negli ultimi anni di vita. Annigoni, nella sua accezione più ampia, amava il mare preferibilmente in burrasca, perché ciò evidentemente gli consentiva di esprimere al meglio le sue visioni atmosferiche e cromatiche spesso portate al limite di una natura matrigna ed ostile, come, ad esempio, nella Partenza del 1935, una tela di chiara ispirazione seicentista, dove un gruppo di imbarcazioni a vele spiegate affronta un mare decisamente agitato. Nella Mareggiata del 1971, invece, è delineato il dramma di un naufragio notturno enfatizzato da una fonte luminosa probabilmente alimentata dalla torcia di un soccorritore, secondo una modalità suggerita da talune rappresentazioni fiamminghe.</em></p>
<p><em>Non poteva mancare, nel suo repertorio di acque turbolente, un altro riferimento storico ai luoghi prediletti delle sue escursioni livornesi, la Torre di Calafuria, testimonianza visiva di antiche sfide tra gli uomini e con gli elementi della natura. Infine, L&#8217;isola misteriosa, pertinente alla prima maturità artistica di Annigoni, riflette invece precise citazioni iconografiche, in particolare, l&#8217;Isola dei morti di Arnold Böcklin del 1880‑&#8217;86 c.</em></p>
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<p><strong>I MANICHINI</strong></p>
<p><em>Nella moderna accezione del termine, l&#8217;autrice di questa sezione, Anita Valentini, ricorda come il genere era scaturito attorno al 1914 dal rapporto tra la pittura di de Chirico e la visione lirica di Guillaume Apollinaire (1980 – 1918), scrittore e poeta francese, secondo un&#8217;immagine d&#8217;uomo senza volto che rifluisce nell&#8217;applicazione pittorica di quella che sarebbe stata chiamata “arte metafisica”. Perché, si domandava Annigoni, molti pittori, lui compreso, hanno avvertito l&#8217;esigenza di dipingere manichini? «Un manichino – scrive – può essere né più né meno uno oggetto stravagante e pittoresco, che, consumato dall&#8217;uso e dall&#8217;abbandono, divertente, malinconico e carico di ricordi, riesce a stuzzicare la nostra fantasia. Ma può essere qualcos&#8217;altro …». Del resto, lui, Annigoni, di manichini ne possedeva diversi nel proprio studio e con diverse attitudini tali da diventare, nel passaggio da strumenti utili a oggetti ingombranti lasciati in soffitte e cantine, “personaggi bizzarri ed emblematici”, per cui «… nudi, strappati, derelitti, con parvenza umana, attirano e avvincono lo sguardo dell&#8217;artista …». In loro si specchiano sentimenti di curiosità e divertimento ma anche di analisi profonda su vicende vissute e in fieri. E qui c&#8217;è il rischio di uno “sdoppiamento”, avverte l&#8217;Artista, che può essere pericolosamente invadente, perché il manichino tende a diventare un personaggio autonomo, dotato di una propria coscienza e capacità di giudizio, davanti al quale, silente e ironico, si tende a rimanere soli rispetto alle nostre domande inevase, «… inconsapevoli del fatto che la sua vita fittizia altro non è che il nostro riflesso fragile sullo schermo dell&#8217;ignoto …». La conclusione, nel pensiero di Annigoni, non è però del tutto negativa anche se lascia un po&#8217; l&#8217;amaro in bocca. Infatti, scrive ancora ꞉ «Io preferisco non dimenticare che il manichino finisce sempre col far sorridere, anche quando è interprete di parti drammatiche o tragiche. Di conseguenza il dipingere manichini lo considero un modo di riconciliarmi con gli uomini, facendomeli un poco dimenticare, specialmente quando (e troppo spesso) offrono spettacolo della loro ottusa e bestiale follia». In definitiva l&#8217;occasionale richiamo &#8216;metafisico&#8217; dechirichiano diventa in Annigoni una prospettiva più strettamente esistenzialista rispetto all&#8217;attualità e al destino del genere umano. </em></p>
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<p><strong>LO STUDIO</strong></p>
<p><em>Annigoni, nel corso della sua lunga carriera artistica, ebbe vari studi dove esercitò la sua attività professionale. Ne ebbe uno anche a Londra, nella zona di Edwardes Square negli anni &#8217;60 del Novecento, ma qui ci riferiamo essenzialmente a quelli fiorentini, i due che aprì in periodi cronologici consecutivi tra gli anni &#8217;30 e &#8217;40 in Piazza Santa Croce e poi il terzo, nei decenni successivi e fino alla morte, in Borgo Albizi vicino a Piazza S. Pier Maggiore.</em></p>
<p><em>Il fatto che il Maestro abbia più volte documentato, come la mostra evidenzia in una apposita sezione curata da Emanuele Barletti, il &#8216;luogo di lavoro&#8217; è emblematico della centralità che tale spazio aveva nella vita di Annigoni che vi trascorreva gran parte della propria esistenza quotidiana e rappresentava, come è del resto abituale per un artista, una sorta di microcosmo del suo mondo spirituale, il luogo deputato dove, come diceva lui, «… le uniche novità che mi stanno a cuore e che mi spingono a fare, sono le mie gioie, i miei dolori, le mie emozioni e i miei entusiasmi nella vita come mi è stata concessa, in quel mondo che è il mio». Lo studio è anche, specie nella sua fase giovanile, &#8216;luogo teatrale&#8217; dove sono presenti tutti gli elementi di cui ha bisogno꞉ le modelle, i manichini, la luce del lucernaio, occasionalmente anche gli amici, gli allievi, gli strumenti del mestiere. In questo luogo dello spazio e dello spirito Annigoni è l&#8217;assoluto padrone di se stesso in cui si misura con le esperienze e le difficoltà del lavoro ma anche con una intima gioia creativa che appartiene solo a lui.</em></p>
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<p><strong>DIMENSIONE DEL SACRO</strong></p>
<p><em>Si è molto dibattuto sul rapporto effettivo che Annigoni ebbe con la dimensione sacrale, lui che realizzò interi cicli di affreschi in alcuni dei più importanti centri della fede cattolica in Italia. Flavia Russo, nel saggio in catalogo e attraverso la selezione della mostra, ne riassume in maniera efficace i termini attraverso le parole stesse del Maestro꞉ «Io sono come troppi oggi, un uomo senza il dono della Fede, ma sono un nostalgico di Dio […] Io credo che (anche se sono il figlio della rabbia anticlericale) la nostalgia di una Fede nel Divino certa e rivelata abbia radici profonde nel mio spirito e definisca un tratto essenziale, anche se contraddittorio, che non manca di riflettersi nelle mie azioni di uomo e di artista»</em></p>
<p><em>«La nostalgia di Dio – sottolinea Russo – è un sentimento che permea tutta la sua vita e che lo porta alla ricerca di occasioni e luoghi che possano avvicinarlo a questo dono mancante. Per Annigoni l&#8217;arte non è solo un mezzo espressivo ma anche conoscitivo. Dipingere temi sacri è dunque la possibilità di incontro con i protagonisti della rivelazione sentita così lontana. Inoltre, i grandi cicli di affreschi in ambienti ecclesiastici come l&#8217;Abbazia di Montecassino o la Basilica del Santo a Padova permettono di proiettare l&#8217;opera del maestro verso un pubblico più vasto ed uscire dalle stanze domestiche a cui spesso lo aveva relegato la ritrattistica. Le tele a tema sacro consacrano l&#8217;universalità dell&#8217;opera di Annigoni, rinforzano il legame con la tradizione e spalancano ad una dimensione di immaginazione compositiva a lui cara». La mostra offre appunto l&#8217;opportunità di un contatto emotivamente forte con i temi religiosi nei quali riconosciamo l&#8217;attenzione del Maestro al passato e ai suoi modelli iconografici ma ci apre ad un&#8217;interpretazione più intima, introspettiva, nella quale dubbi e riflessioni si intrecciano con le contraddizioni del tempo presente alla ricerca di un possibile riscatto e di una luce in alternativa al baratro davanti al quale le componenti più perverse della natura umana ci pongono.</em></p>
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<p><strong>L&#8217;UNIVERSO FEMMINILE</strong></p>
<p><em>L&#8217;approccio figurativo alla rappresentazione del corpo umano dovrebbe comprendere l&#8217;intera e vasta produzione grafica e pittorica che ci ha lasciato Pietro Annigoni. Nell&#8217;indirizzo della mostra e del catalogo abbiamo voluto concentrare piuttosto l&#8217;attenzione sul rapporto tra Annigoni e l&#8217;altra &#8216;metà del cielo&#8217; che, fondamentalmente, è per lui una fonte di ispirazione prioritaria, è un atto d&#8217;amore e una &#8216;missione&#8217; attraverso un mondo di straordinaria ricerca compositiva e psicologica. La selezione di opere proposte al pubblico è sufficientemente esemplificativa di un&#8217;ampia articolazione di intenti in cui si impongono in primis studi propriamente rivolti alla natura del corpo femminile, i &#8216;nudi&#8217;, che il pittore &#8216;descrive&#8217; fin da giovane con una forte espressività dinamica senza finti pudori tesa ad esaltarne la fisicità e la bellezza finanche nella componente più sensuale, dagli schizzi di prima intenzione fino alle pose più organicamente definite. La &#8216;nudità femminile&#8217;, analogamente a quella maschile pure affrontata dall&#8217;artista, è strumento di conoscenza ma anche modalità di inserimento in spazi costruiti dove la visione esterna di una composizione, come negli affreschi, implica il pieno controllo sulla forma fisica che sta sotto l&#8217;abito, come del resto si faceva nel passato.</em></p>
<p><em>Certo sorprende l&#8217;estrema libertà pure dei nudi non strettamente finalizzati ad altro ma in sé compiuti, realizzati in anni precoci dal pittore come taluni esempi qui esposti che rivelano la presenza vitale di giovani modelle in posa colte con acceso realismo ma che Annigoni vuole valorizzare nella purezza della loro prima maturità. Ve ne sono altri successivi, svolti più sommariamente in tecnica mista o china acquerellata, ma in cui si apprezza, una volta di più, il tratto sicuro che delinea con apparente facilità e padronanza morfologie e posture. Su un altro piano, ma sempre con quella passione emotiva che caratterizza il rapporto del Maestro con l&#8217;umanità femminile, si collocano i ritratti. La ritrattistica, del resto, è universalmente riconosciuta come una delle componenti che hanno reso celebre Annigoni nel mondo, specie dopo la realizzazione del primo Ritratto della Regina Elisabetta nel 1954‑&#8217;55. Nel percorso espositivo ve ne sono diversi in tecnica mista e tempera grassa ben definiti anche sul piano psicologico. Tra questi spicca il grandioso ritratto della baronessa Stefania von Kories, nobildonna di origine tedesca nata a New York e naturalizzata britannica che viveva nel quartiere londinese di Chelsea, scomparsa nel 2013, nota per la sua generosità e l&#8217;impegno civile nel campo della beneficenza e dell&#8217;aiuto ai diseredati che dispensava di persona. Il ritratto, del 1958‑&#8217;59, è davvero imponente oltre ad essere quello di maggiori dimensioni (3 metri x 2) con l&#8217;immagine frontale di una donna in piedi di una rara bellezza quasi mediterranea con pochi ornamenti e un portamento senza pari.</em></p>
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<p><strong>I PAESAGGI</strong></p>
<p><em>Pietro Annigoni come pochi altri ha saputo declinare il tema del paesaggio secondo varie modulazioni visive ed interiori che hanno scandito il suo lungo percorso umano ed artistico. Per lui il paesaggio è stato in primo luogo osservazione dal vero. Da giovane, infatti, tra gli anni Trenta e Quaranta, aveva preso l&#8217;abitudine di effettuare lunghi viaggi a piedi tra l&#8217;Italia centro settentrionale ed alcuni paesi europei, in particolare la direttrice verso l&#8217;Austria e la Germania, per conoscere ed &#8216;archiviare&#8217;, attraverso schizzi e disegni su taccuini e album, luoghi e persone che incontrava di volta in volta lungo cammini ed itinerari. Così facendo sviluppò una straordinaria memoria visiva che gli consentì nel proseguo della carriera di evocare località e presenze umane assimilate dall&#8217;esperienza facendo al contempo ampiamente ricorso alla fantasia.</em></p>
<p><em>Da una simile approccio Annigoni poté realizzare un vasto repertorio di immagini frutto del suo personale &#8216;Grand Tour&#8217; che continuò anche in epoche più avanzate, sia pure avvalendosi stavolta di comodi e moderni mezzi di trasporto che lo portarono nei decenni centrali del Novecento in giro per il mondo. Dal paesaggio osservato e vissuto trasse importanti spunti per realizzare e costruire grandi impianti compositivi come gli affreschi. Ma coltivava anche il gusto e il piacere, spesso in compagnia di amici e allievi, di dipingere en plen air piccole vedute da cavalletto nei dintorni di Firenze, in modo così da soddisfare anche le tante richieste di persone desiderose di possedere una sua opera. Per Annigoni la natura è vista spesso nella sua componente ancestrale e vitalistica di un genius loci in cui si animano e muovono forze ed energie misteriose I cari luoghi dell&#8217;infanzia, le escursioni nei dintorni di Firenze, i giorni estivi trascorsi in Versilia e sul Lago di Massaciuccoli sono momenti diversi ma complementari del suo personale percorso di vita in cui incrocia le tante suggestioni che incrementano il suo repertorio formale. Il tema del &#8216;viaggio&#8217;, che accomuna tanti scenari paesistici di Annigoni, si allarga dal &#8216;cortile di casa&#8217; all&#8217;Europa e al mondo, di cui ha lasciato un gran numero di schizzi e disegni compiuti. Fuori dagli itinerari del mondo il paesaggio in Annigoni è funzionale piuttosto ad una elaborazione mentale e visionaria che trova nel rapporto con la natura una dimensione &#8216;noir&#8217;, cupa e inquietante tra &#8216;presenze&#8217; misteriose e fantasmi veri o presunti. È questa una componente dell&#8217;arte di Annigoni non del tutto compresa o comprensibile che sembra potersi ricondurre ad una percezione essenzialmente pessimista della realtà che gli sta intorno, dalle miserie sociali osservate e indagate in gioventù ai postumi del secondo conflitto mondiale, dalla ricostruzione non sempre coerente e ordinata alle tensioni internazionali tra blocchi contrapposti fino al rischio di una conflagrazione nucleare globale. A queste &#8216;criticità&#8217; si aggiungono probabilmente anche i tormenti personali e i rivoli più profondi del sentire del pittore che però appartengono solo a lui. In un simile contesto la natura non è più l&#8217;immagine della realtà del vero ma diventa strumento trasfigurato di tutto ciò che passa attraverso la mente e il &#8216;magnifico intelletto&#8217; del Maestro e ciò che vuole rappresentare del suo modo di interpretare le vie più riposte dell&#8217;animo umano.</em></p>
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<p><strong>ANNIGONI E DE CHIRICO</strong></p>
<p><em>Si è voluto proporre in mostra il tentativo appena accennato, e più ampiamente svolto nelle pagine del catalogo curate da Victoria Noel‑Johnson, di un confronto tra Giorgio de Chirico e Pietro Annigoni. De Chirico era più anziano di 22 anni rispetto ad Annigoni che lo considerò sempre con rispetto e, nella sua prima maturità, ne fu in qualche modo influenzato. Del resto, de Chirico diceva del più giovane collega꞉ «&#8230; lavora seriamente e va diritto per la sua strada senza badare a chiacchiere, snobismi o intellettualismi di questa nostra poca&#8230;», un giudizio che in bocca al pictor optimus, non certo indulgente nei confronti del panorama pittorico del suo tempo, suonava quasi come una consacrazione. Le opere esposte comprendono l&#8217;accostamento tra i due autoritratti dei nostri protagonisti che vivono uno spirito orgoglioso e battagliero simile e quel senso della sfida al mondo contemporaneo che, in qualche modo, li accomuna sia pure con sfumature diverse molto caratteriali e personali. Nel confronto si aggiungono anche le nature morte in composizioni spaziali non convenzionali e le vedute di alti giardini murati che evocano l&#8217;immagine classica dell&#8217;hortus conclusus.</em></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>ANNIGONI E MATARESI</strong></p>
<p><em>Nella Città di Livorno che ospita la mostra non poteva mancare uno specifico richiamo ad uno dei massimi esponenti della pittura labronica del Novecento꞉ Ferruccio Mataresi (1928 – 2009). Mataresi, più giovane di Annigoni di 18 anni, ne fu allievo e amico e condivideva con lui, prima ancora della comune visione figurativa, un analogo spirito libero e schietto come, del resto, è nel temperamento più genuino dei Livornesi. Per la prima volta dopo la morte, il curatore di questa sezione, Fabio Sottili, propone una significativa selezione di opere di Mataresi, alcune delle quali autentici capolavori come Il macellaio o il Ritratto del Baritono Checchi, il primo dei quali direttamente affiancato in mostra al Cinciarda di Annigoni in un accostamento stringente ed estremamente suggestivo. Mataresi fu personalità di primo piano dell&#8217;arte toscana, specie nei decenni centrali del secolo passato in cui Livorno fu fulcro aggregante di iniziative culturali e letterarie, movimenti pittorici, premi vari in un clima di vivace confronto critico. Come Annigoni, Mataresi si applicò con talento e professionalità alla pratica del disegno e all&#8217;esercizio delle tecniche del disegno e della pittura lasciandoci saggi di indubbio fascino come le nature morte in tempera grassa e vedute livornesi in china acquerellata, oltre ai ritratti in sanguigna o china degni della sua militanza artistica maturata a contatto con Annigoni ma anche nel secolo della grande tradizione labronica.</em></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>SANGUIGNE</strong></p>
<p><em>La sanguigna, realizzata con pastello o gessetto rosso sangue su carta, rappresenta una delle tecniche più utilizzate da Pietro Annigoni, sviluppata più o meno in concomitanza con la creazione dei grandi cicli di affreschi tra la fine degli anni Trenta e gli anni Ottanta del Novecento, dal Convento di San Marco a Firenze alla Basilica del Santo a Padova. Essa, infatti, si presta allo studio, in particolare, della figura umana, per la versatilità d&#8217;uso di punta e di sfumato volto all&#8217;esecuzione di ampie e calde campiture volumetriche su fogli di dimensioni medie e grandi che permette, anche con l&#8217;ausilio della quadrettatura, di misurare correttamente le proporzioni nello spazio compositivo.</em></p>
<p><em>L&#8217;impiego strettamente tecnico lascia poi spazio ad una destinazione commerciale della vasta produzione di questi saggi di studio e ricerca che focalizzano spesso singole componenti morfologiche, ma sufficientemente compiute ed esteticamente suggestive per renderli particolarmente ambiti dalla clientela. Certamente la sanguigna evidenzia più che mai il talento del pittore sul piano del disegno che costituisce la fonte primaria e la base del fare artistico di Annigoni. In questa sezione, curata di Luca Leoni, si propone una minima selezione di esempi, peraltro visibili anche in altre zone della mostra, che evidenziano tuttavia una articolata finalizzazione di soggetti, in particolare il bellissimo e raro autoritratto senile in sanguigna di inizi anni Ottanta qui esposto. Di solito, infatti, Annigoni nella fase finale della sua vita predilige raffigurare se stesso in tempera grassa e, quindi, un autoritratto così fortemente chiaroscurato è apprezzabile per la capacità espressiva data dalla pura e calibrata stesura dello sfumato.</em></p>
<p><em>Dall&#8217;esercizio strumentale per studio, analisi e ricerca verso la definizione di immagini compositive organiche e complesse, la sanguigna diventa genere autonomo in formato più piccolo che aiuta a incrociare la domanda di un mercato dell&#8217;arte particolarmente interessato ad Annigoni nella seconda metà del secolo scorso, con contenuti non di rado derivati dalle opere ad affresco. Sono di solito volti maschili o femminili che vanno ad integrare un altro filone fortunato, sul piano stilistico e mercantile, del repertorio annigoniano tra anni &#8217;70 e &#8217;80, ossia la litografia.</em></p>
<p><a href="https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/12/Manifesto-Annigoni-ultima-versione.pdf">Locandina mostra Pietro Annigoni</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>APERTURA MOSTRA</strong></p>
<p>15 dicembre 2023 – 15 marzo 2024</p>
<p>venerdì, sabato e domenica: 10.00-13.00 | 16.00-19.00</p>
<p>Ingresso gratuito</p>
<p>INFO: Museo Civico G. Fattori – Tel. 0586/824606 – 824607 – <a href="mailto:infomuseofattori@comune.livorno.it">infomuseofattori@comune.livorno.it</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://fondazionelivorno.it/pietro-annigoni-pittore-di-magnifico-intelletto-la-mostra-a-villa-mimbelli/">Pietro Annigoni, pittore di magnifico intelletto &#8211; A painter and his kingdom</a> sembra essere il primo su <a href="https://fondazionelivorno.it">Fondazione Livorno</a>.</p>
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		<title>Incontri con la Fondazione: presentazione del catalogo della mostra su Raffaello Gambogi</title>
		<link>https://fondazionelivorno.it/incontri-con-la-fondazione-presentazione-del-catalogo-della-mostra-su-raffaello-gambogi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gestione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Dec 2023 20:37:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati e news 2023]]></category>
		<category><![CDATA[Dicembre 2023]]></category>
		<category><![CDATA[Arte e cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="550" height="271" src="https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG_3730-scaled-e1701678220991-550x271.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG_3730-scaled-e1701678220991-550x271.jpg 550w, https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG_3730-scaled-e1701678220991-980x483.jpg 980w, https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG_3730-scaled-e1701678220991-1600x788.jpg 1600w, https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG_3730-scaled-e1701678220991-768x378.jpg 768w, https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG_3730-scaled-e1701678220991-1536x756.jpg 1536w, https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG_3730-scaled-e1701678220991-2048x1008.jpg 2048w, https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG_3730-scaled-e1701678220991-560x276.jpg 560w, https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/12/IMG_3730-scaled-e1701678220991-230x113.jpg 230w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div>
<p>Livorno, 3 dicembre 2023 &#8211; Gli Incontri con la Fondazione proseguono con un appuntamento dedicato all’artista livornese Raffaello Gambogi e, più specificamente, al catalogo delle opere in esposizione a Villa Mimbelli nell’ambito della mostra Raffaello Gambogi – Arte come rivelazione, promossa dal Comune di Livorno e dalla Fondazione Livorno. Progettata e allestita dalla Cooperativa Itinera, in &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://fondazionelivorno.it/incontri-con-la-fondazione-presentazione-del-catalogo-della-mostra-su-raffaello-gambogi/">Incontri con la Fondazione: presentazione del catalogo della mostra su Raffaello Gambogi</a> sembra essere il primo su <a href="https://fondazionelivorno.it">Fondazione Livorno</a>.</p>
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<p>Oggi, nella Sala Cappiello di Fondazione Livorno, è stato presentato il <strong>catalogo della mostra</strong> che, a 80 anni dalla scomparsa e quasi 150 dalla nascita, racconta il pittore livornese Raffaello Gambogi (1874-1943). Il catalogo è edito da <a href="https://www.itinera.info/">Itinera</a>. L’indagine avviene oggi lungo il doppio binario della sua vicenda artistica e umana. Pittore emotivo ed empatico, uomo ipersensibile e inqueto – come viene definito dalla curatrice nel catalogo – è interessante tornare a riflettere su un personaggio ancora poco conosciuto nel panorama artistico cittadino.</p>
<p>Il lavoro su Raffaello Gambogi ha premesso di entrare nel mondo pittorico dell’artista, ma anche di conoscere da vicino la sua vicenda umana, mettendo in relazione l’arte con la vita, con gli affetti, le inquietudini e le contraddizioni. Dal lavoro artistico sapientemente tracciato dalla curatrice Giovanna Bacci di Capaci, viene fuori una personalità schiva e sensibile nello stesso tempo, intima, che si esprimeva, sapientemente con morbide tonalità, utilizzate con grande padronanza. Il suo talento artistico era un dono, che spettare meritato a poche persone che posseggono quell’abilità di catturare la bellezza, di rappresentarla in forme e colori, e renderla fruibile. Un dono che può trasformarsi anche in malessere, quando diventa uno scopo esistenziale, nella delizia e nella pena della realizzazione artistica. I motivi che portarono il livornese Gambogi a ripetuti soggiorni nella città di Volterra sono da ricercare forse in questa inquietudine, in una difficile convivenza con se stesso.  Accompagnato anche dalla moglie, la pittrice finlandese Elin Danielson, si recò non poche volte a Volterra per curare, presso il frenocomio di San Girolamo, la depressione in cui era caduto, all’epoca definita psicosi alcolemica. La sua vicenda diventa così paradigmatica rispetto alle sorti dell’artista creativo a cavallo dei due secoli, quando l’estro e la passione potevano essere annoverati come sintomi di una malattia dello spirito</p>
<p>Nella sezione <em>Il pittore dagli occhi celesti</em> curata dai Sarah Bovani, Giaele Mulinari, Daniela Vianelli si traccia una biografia, con approfondimenti dedicati ai luoghi cari all’artista come Antignano, definito luogo dell’anima, e alla moglie Elin, persona chiave della vicenda personale ma anche artistica del Gambogi. Chiude il catalogo la sezione <em>La leggenda dell’artista folle</em> a cura di Agnese Acconci e Margherita Neri, dedicata a tracciare la storia psicologica del Gambogi, con approfondimenti sulla relazione con Elin e l’esordio della malattia e sulla sofferenza umana dell’artista. Lo studio delle cartelle cliniche redatte nell’ex Frencomio di San Girolamo di Volterra spiegano alcuni scenari etnografici presenti nei quadri ed estendono la ricerca oltre Gambogi stesso, seguendo il legame tra ritratto umano e mondo artistico, tra approccio all’arte come forma di cura ed espressione artistica come “rivelazione” della propria sofferenza.</p>
<p>La mostra e il catalogo sono stati realizzati a seguito della partecipazione della cooperativa al bando <em>Interventi per l’arte e la cultura 2023</em> indetto da Fondazione Livorno e finalizzato a promuovere l’approfondimento di luoghi significati per la storia e l’identità culturale del territorio con iniziative nel segno dell’innovazione e nel rispetto delle tradizioni locali. Alla presentazione del catalogo sono intervenuti Luciano Barsotti, Presidente di Fondazione Livorno, la curatrice della mostra Giovanna Bacci di Capaci e tutte le autrici dei testi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><em><strong>Raffaello Gambogi, Arte come rivelazione</strong></em></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><em><strong>18 novembre 2023 al 25 febbraio 2024</strong></em></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><em><strong>Museo Civico G. Fattori Livorno</strong></em></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Villa Mimbelli, Via San Jacopo in Acquaviva, 65 – 57127 Livorno</em></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Orari: martedì – domenica 10.00-13.00 / 16.00-19.00</em></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Mostra e catalogo a cura di Giovanna Bacci di Capaci e Cooperativa Itinera</em></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Enti promotori: Comune di Livorno e Fondazione Livorno</em></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><em><strong>Telefono per informazioni:</strong></em></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><em>0586/894563 – segreteria@itinera.info</em></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><em>0586/824607 &#8211; infomuseofattori@comune.livorno.it</em></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.museofattori.livorno.it/mostre-ed-eventi/raffaello-gambogi-arte-come-rivelazione-18-novembre-2023-25-febbraio-2024/" target="_blank" rel="noopener">Di più sulla mostra Raffaello Gambogi &#8211; Arte come rivelazione</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://fondazionelivorno.it/incontri-con-la-fondazione-presentazione-del-catalogo-della-mostra-su-raffaello-gambogi/">Incontri con la Fondazione: presentazione del catalogo della mostra su Raffaello Gambogi</a> sembra essere il primo su <a href="https://fondazionelivorno.it">Fondazione Livorno</a>.</p>
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		<title>Dalla parte degli outsider: torna il Premio Ciampi</title>
		<link>https://fondazionelivorno.it/dalla-parte-degli-outsider-torna-il-premio-ciampi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gestione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Dec 2023 17:33:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati e news 2023]]></category>
		<category><![CDATA[Dicembre 2023]]></category>
		<category><![CDATA[Arte e cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="550" height="266" src="https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/12/premio-ciampi-citta-di-livorno-e1701682359377-550x266.webp" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/12/premio-ciampi-citta-di-livorno-e1701682359377-550x266.webp 550w, https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/12/premio-ciampi-citta-di-livorno-e1701682359377-560x271.webp 560w, https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/12/premio-ciampi-citta-di-livorno-e1701682359377-230x111.webp 230w, https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/12/premio-ciampi-citta-di-livorno-e1701682359377.webp 700w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div>
<p>Livorno, 1 dicembre 2023 &#8211; Il Teatro Goldoni di Livorno ospiterà Il 16 dicembre 2023 la XXVI edizione del Premio intitolato a Piero Ciampi. Quest’anno la manifestazione sarà dedicata a Franco Carratori, recentemente scomparso, che del Premio Ciampi è stato ideatore e instancabile animatore. il Premio Ciampi Città di Livorno è organizzato da Associazione Premio &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="550" height="266" src="https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/12/premio-ciampi-citta-di-livorno-e1701682359377-550x266.webp" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/12/premio-ciampi-citta-di-livorno-e1701682359377-550x266.webp 550w, https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/12/premio-ciampi-citta-di-livorno-e1701682359377-560x271.webp 560w, https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/12/premio-ciampi-citta-di-livorno-e1701682359377-230x111.webp 230w, https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/12/premio-ciampi-citta-di-livorno-e1701682359377.webp 700w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div><p><em>Livorno, 1 dicembre 2023</em> &#8211; Il Teatro Goldoni di Livorno ospiterà Il <strong>16 dicembre 2023</strong> la <a href="https://premiociampi.it/"><strong>XXVI edizione del Premio intitolato a Piero Ciampi</strong></a>. Quest’anno la manifestazione sarà dedicata a Franco Carratori, recentemente scomparso, che del Premio Ciampi è stato ideatore e instancabile animatore. il Premio Ciampi Città di Livorno è organizzato da <strong>Associazione Premio Ciampi </strong>ed <strong>Arci</strong> <strong>Livorno</strong> con il contributo e patrocinio di Comune di Livorno, Fondazione Livorno, Regione Toscana e Fondazione Teatro di Livorno. A sostegno dell&#8217;iniziativa, Fondazione Livorno ha erogato un contributo nell&#8217;ambito del bando <em>Interventi per l&#8217;arte e la cultura</em> 2023.</p>
<p>Dopo la lunga pausa dovuta all’emergenza pandemica ed il prologo dello scorso gennaio con l&#8217;iniziativa <a href="https://fondazionelivorno.it/torna-il-premio-piero-ciampi-citta-di-livorno-in-tante-citta-italiane/">Piero L&#8217;Italiano</a>, un vero e proprio <em>Piero Ciampi day</em> caratterizzato da una serie di concerti ed eventi organizzati in contemporanea a Livorno ed in altre 15 località italiane, il Premio Ciampi torna finalmente alla sua forma più completa ed articolata con una giornata dedicata alla musica, ma anche alla poesia, alla narrativa ed al fumetto. Tutto questo all’insegna di un tema che ci è caro e che proprio a Piero Ciampi ci riporta, quello degli <strong>outsider</strong>. Il Premio Ciampi ha dunque deciso di schierarsi, in coerenza con la sua storia quasi trentennale, a favore di coloro che intendono la musica come coerenza, ricerca, percorso artistico e umano. Ed in perfetta sintonia con tale tema quest’anno saranno assegnati tre Premi alla Carriera ad artisti decisivi per la scena musicale italiana che hanno scelto di percorrere una strada estranea a compromessi. I <em>CCCP</em>, i <em>Marlene Kuntz, </em>i <em>Not Moving</em>.</p>
<p>Ma questa edizione segna, innanzitutto, il ritorno del <em>Concorso nazionale</em> e del<em> Premio per la miglior cover di un brano ciampiano</em> che da sempre rappresentano il momento centrale della manifestazione. In entrambi i casi la partecipazione è stata non solo numerosa, ma anche di un livello qualitativo così alto da spingere la Giuria, presieduta da Antonio Vivaldi, ad assegnare molti riconoscimenti.<br />
Per il Concorso nazionale il vincitore è <em>Eugenio Sournia</em>, cantautore livornese, classe 1991, autore di grande talento che dopo l&#8217;esperienza come frontman della band Siberia, è al debutto nella sua carriera da solista. Sempre per il concorso nazionale saranno assegnati riconoscimenti speciali a Porfirio Rubirosa, Dalia Buccianti, Lorenzo Lepore e Francesco Pecs.<br />
Quanto al Premio per la miglior cover tre sono i vincitori ex aequo: Giorgio Mannucci (“L’amore è tutto qui”) ,Matteo Troilo (“Cosa resta”) ed ancora Eugenio Sournia che con “L’ultima volta che la vidi” è l&#8217;unico artista, nella lunga storia del Premio, a vincere entrambe le categorie del concorso. Riconoscimento speciale anche a Marzio Del Testa per la sua versione di “Andare camminare lavorare”. Tutti hanno saputo cogliere questo o quell’aspetto dell’arte ciampiana riproponendoli con una sensibilità propria e magari portandoli in un ambito nuovo.</p>
<p>Un altro momento importante sarà rappresentato da un set fra canzone e narrazione appositamente approntato per questa edizione del premio e che potremmo intitolare <strong>fra Piero Ciampi e l’attualità</strong>. Ne saranno protagonisti i musicisti napoletani Jennà Romano (Letti Sfatti) e Patrizio Trampetti (Nuova Compagnia di Canto Popolare) e il giornalista Sandro Ruotolo. Insieme a loro Lucia Rango che, dopo moltissimi anni, ha deciso di salire nuovamente su un palco ed interpreterà con Jennà Romano “Non chiedermi più”, il suo duetto con Piero Ciampi recentemente riscoperto. Siamo davvero onorati che per il suo ritorno sulle scene abbia scelto proprio il palco del Premio Ciampi che, ricordiamo , lo scorso 19 gennaio la premiò per l&#8217;album “Lucia Rango canta Piero Ciampi” ristampato, grazie all&#8217;impegno della giornalista Lucilla Chiodi, in una speciale versione in vinile, con l’etichetta Anni Luce.<br />
Tutte le esibizioni musicali, che prenderanno avvio alle 20.00, saranno accompagnate dalla proiezioni di immagini relative a Piero Ciampi. La serata sarà presentata, come sempre, da Paolo Pasi.<br />
I biglietti per la serata saranno acquistabili in prevendita, a partire da venerdì 1 dicembre alle ore 16.30, presso la biglietteria del Teatro Goldoni e on line sul circuiti Ticketone (www.goldoniteatro.it &#8211; www.boxofficetoscana.it &#8211; www.ticketone.it).</p>
<p>Di nascita recente, ma già molto ben avviato è il <strong>Premio Piero Ciampi a fumetti</strong> che per il 2023 va a Maicol &amp; Mirco, artista poliedrico, di grande successo e da una caustica vena sicuramente ciampiana. Come ospite speciale avremo Antonio Pronostico, autore del volume a fumetti ispirato a Piero e intitolato “Tu no”. Nel corso della serata i due artisti saranno ospitati sul Palco del teatro dove disegneranno in presa diretta ripresi da telecamere.<br />
Il <strong>16 dicembre</strong> vedrà anche la <strong>premiazione</strong>, nel pomeriggio (a partire dalle ore 16.00 presso la sala Mascagni del teatro Goldoni, ingresso libero) dei vincitori del <strong>Premio Ciampi &#8211; Valigie rosse</strong> dedicato alla poesia.<br />
Nell’ambito del <strong>Premio L&#8217;altrarte</strong> si parlerà invece del libro “Elvis, the FatOld Hero”, eccentrica e suggestiva raccolta di racconti firmati dal compianto musicista inglese Kevin Coyne, che fu un autentico outsider proprio come Piero Ciampi. A ritirare il premio sarà il figlio Robert Coyne, anche lui musicista, che eseguirà alcuni brani del padre. Va segnalato anche il convegno nazionale imperniato su musica e letteratura, che si terrà sempre nel pomeriggio, presso la Sala Mascagni del Teatro Goldoni.</p>
<p><a href="https://premiociampi.it/wp-content/uploads/2023/11/programma-2023-per-web.pdf">Premio Ciampi &#8211; Programma completo</a></p>
<p><a href="https://premiociampi.it/info-biglietti/">Info e biglietti</a></p>
<p><a href="https://fondazionelivorno.it/wp-content/uploads/2023/12/Manifesto-Ciampi-concerto-1-2023-per-web.pdf" target="_blank" rel="noopener">Manifesto Premio Ciampi</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://fondazionelivorno.it/dalla-parte-degli-outsider-torna-il-premio-ciampi/">Dalla parte degli outsider: torna il Premio Ciampi</a> sembra essere il primo su <a href="https://fondazionelivorno.it">Fondazione Livorno</a>.</p>
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