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Importanti risultati dalla ricerca sul Fondo Grubicy-Benvenuti della Fondazione Livorno

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Si è tenuto venerdì 24 gennaio, nei locali di Fondazione Livorno, un seminario sul tema Oltre il Divisionismo. Tecniche e materiali nell’atelier Grubicy- Benvenuti.
Organizzato dall’Università di Pisa a conclusione di un’approfondita indagine sui materiali e le opere divisioniste della collezione della Fondazione, l’incontro si inserisce nel progetto triennale (2013/2016) Futurahma – Tecniche pittoriche, critica delle varianti e problemi conservativi. Tra futurismo e ritorno al classico (1910-1922), finanziato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.
Oltre all’Università di Pisa, il progetto Futurahma, coordinato dal prof. Mattia Patti, coinvolge la Scuola Normale Superiore di Pisa, l’Istituto di Scienze e Tecnologie Molecolari del CNR di Perugia, l’Istituto di fotonica e Nanotecnologie del CNR di Milano, con la collaborazione esterna dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Il percorso di ricerca si propone l’obiettivo di far luce sulle tecniche e sui materiali utilizzati nella pittura italiana del primo Novecento, con particolare attenzione al Futurismo, alla Metafisica e al cosiddetto ritorno al classico.
Negli anni cruciali a cavallo tra Ottocento e Novecento, si avvia, con il Divisionismo, una fase di intensa sperimentazione tecnica, resa possibile anche dalle scoperte scientifiche e dai nuovi prodotti industriali.
In questo contesto Vittore Grubicy de Dragon e il suo discepolo Benvenuto Benvenuti assumono un ruolo centrale non solo per l’influenza che le loro scelte tecniche esercitano sulle pratiche artistiche dei Divisionisti, ma anche per contributo decisivo fornito alla formazione dei pittori futuristi.
Il Fondo Grubicy- Benvenuti, messo a disposizione degli studiosi dalla Fondazione, ha costituito pertanto una preziosa risorsa per arricchire la conoscenza sul passaggio di consegne tra Divisionismo e Futurismo.
Fondamentale, oltre alle opere, è stata anche la presenza, nel Fondo, di lettere, strumenti di lavoro, colori, tavolozze, appartenuti a Grubicy e Benvenuti. I dati emersi dalle indagini sui materiali d’atelier, sono stati incrociati con le notizie raccolte attraverso le fonti testuali (in particolare con il lavoro svolto presso l’Archivio del ‘900 del Mart di Rovereto) per arrivare ad una verifica sulle opere.
Il gruppo di ricerca, di cui fanno parte competenze diverse e multidisciplinari (storici dell’arte, chimici, fisici e restauratori) compie studi integrati e si avvale di strumenti all’avanguardia. Con il Fondo Grubicy – Benvenuti, il team ha potuto analizzare contestualmente opere e materiali d’atelier, ed ha prodotto un inedito passo avanti nella ricerca, impiegando, per la prima volta, molteplici strumenti d’indagine non invasivi complementari.

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