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Finissage della mostra di Ferdinando Chevrier al ritmo di jazz blues

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Fondazione Livorno e Fondazione Livorno Arte e Cultura invitano domenica 4 marzo alle ore 17,30 presso la sede di Fondazione Livorno, Piazza Grande 23, al finissage della mostra antologica di Ferdinando Chevrier Il movimento e la tensione in compagnia della The Lazy Blue Band che intratterrà il pubblico con l’esecuzione di brani di musica Jazz/blues.
Inaugurata il 6 ottobre 2017 e curata da Elena Pontiggia, la mostra comprende oltre 100 opere ed è la prima grande antologica postuma dell’artista livornese, a dodici anni dalla scomparsa.
Il percorso espositivo ripercorre tutta la sua ricerca: inizia dalle opere giovanili figurative e neocubiste; prosegue poi con le opere astratte dei primi anni cinquanta, quando Chevrier aderisce al M.A.C., il “Movimento Arte Concreta” che nasce a Milano nel 1948, fondato da Soldati, Munari, Monnet e Dorfles.
La mostra documenta inoltre il periodo informale, ispirato al mondo organico e cellulare (“E’ necessario ancorare l’arte all’unica realtà che non ammette mistificazione, cioè la dimensione biologica” diceva l’artista) e giunge fino agli ultimi decenni, quando Chevrier crea una volumetria rotante che sembra voler uscire dal quadro andando verso l’infinito. Il movimento delle forme è la caratteristica dominante di tutto il suo lavoro.
Il percorso espositivo include tutte le principali opere dell’artista, come Capocoda verticale del 1949, Composizione del 1951, Pittura n° 7 del 1951 e Contrasto apparente del 1977.
Nell’occasione è stato pubblicato un catalogo, secondo volume della Collana editoriale Livorno Arte e Cultura, con testi di Elena Pontiggia, vasti apparati critici e la riproduzione delle opere esposte.
Sabato 3 e domenica 4 marzo la mostra resterà aperta dalle ore 16 alle 20 e per il pubblico saranno organizzate visite guidate con ingresso gratuito.
La band
The Lazy Blue Band é una formazione Jazz/blues che sta portando avanti un progetto di rivisitazione del Jazz/blues delle origini, ossia dalla fine dell’Ottocento fino al 1936 circa. Passando per Bessie Smith, Mamie Smith, Fats Waller in un viaggio che parte ancora da prima dal Mainstrelsy. La band è costituita da Sabrina Ghiringhelli alla voce, Enrico Lucarelli al piano, Pierfrancesco Sormani al contrabbasso e Alessandro Brilli alla batteria.
Ferdinando Chevrier
Ferdinando Chevrier (Livorno 1920-2005) esordisce nel 1947, ma si appassiona alla pittura già a tredici anni, quando nel 1933 vede una mostra futurista alla Bottega d’Arte di Livorno. Apprende i primi rudimenti della pittura da un pittore postmacchiaiolo, Renuccio Renucci (Livorno 1880-1947), che conosce nel 1936. Dopo le prime prove figurative si dedica all’astrattismo geometrico. Nel 1950 aderisce al M.A.C ed espone in una personale nel 1951 a Milano, oltre che nelle collettive del gruppo. Sempre nel 1951, dopo aver conosciuto Dorazio e Perilli, partecipa alla mostra “Arte astratta e concreta”, organizzata dall’Age d’Or e dall’Art Club. Stringe inoltre amicizia a Firenze con Berti, Brunetti, Monnini, Nativi e Nuti, esponenti dell’Astrattismo Classico, e nel 1952 espone nella Galleria Numero di Fiamma Vigo. Intorno al 1956 si avvicina all’informale, ma a partire dagli anni Settanta torna a una geometria dai forti caratteri dinamici. Nel 1974 si trasferisce a Milano, dove vivrà per trent’anni. Scompare nel 2005 a Livorno.

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