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Pietro Leopoldo di Lorena, restaurata la statua

Taglio del nastro in piazza Sant'Jacopo in Acquaviva

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Ancora un nastro tagliato. L’attività culturale a Livorno si arricchisce ogni giorno di nuovi traguardi. La chiusura forzata imposta dal covid ha tenuto compressi tanti progetti che oggi finalmente rompono gli argini con tutta la loro forza e ricchezza.

Stamani il nastro è stato tagliato davanti alla statua di Pietro Leopoldo di Lorena, restaurata grazie al paziente lavoro del Comitato “Il gioiello dimenticato” in collaborazione con il Comune e la Soprintendenza. Presenti il vice sindaco Libera Camici, l’assessore alla Cultura Simone Lenzi,  il presidente del comitato Enrico Del Chicca il vice presidente di Fondazione Livorno – Arte e Cultura Marcello Murziani, i restauratori e le autorità cittadine.

Il lavoro è stato eseguito dalla Ditta Decorarte di Ponsacco. Gli sponsor maggiori sono stati: l’Unicoop Tirreno, la Banca Cooperativa di Castagneto Carducci e la Banca Intesa San Paolo.

Il monumento a Pietro Leopoldo di Lorena, Granduca di Toscana è, insieme alla porta barocca sul viale Italia, i resti della Torretta (muro esterno degli scogli dell’Accademia) e la fonte dentro l’Accademia navale, l’unica testimonianza rimasta dei lazzeretti.

L’opera fu realizzata su disegno dell’architetto Innocenzio Fazzi, come conclusione dei lavori del Lazzaretto di S. Leopoldo, voluto dallo stesso Granduca Pietro Leopoldo. Nel 1773 fu indetto un concorso, a cui parteciparono alcuni importanti artisti. Tra i bozzetti presentati, l’opera reputata più adatta fu quella del carrarese Domenico Andrea Pelliccia, che, stando alle fonti più antiche, fu allievo di un membro dell’importante famiglia di scultori e scalpellini Baratta. L’opera fu inaugurata nel 1774. Nel 1927 fu trasferita dal vecchio Lazzaretto presso l’attuale sede, Piazza Sant’Jacopo in Acquaviva.

La statua in marmo ritrae il sovrano in piedi con atteggiamento ieratico e fiero, che poggia il peso del corpo sulla gamba sinistra, mentre la destra è lievemente piegata in avanti. Ha il volto girato verso sinistra, e tiene la mano poggiata sul fianco, mentre con la destra, che sporge in avanti, impugna lo scettro. Sul petto, al di sotto di un panneggio, si scorge la Croce dei Cavalieri di Santo Stefano, ordine di cui il Granduca faceva parte. La statua è inserita all’interno della complessa edicola marmorea, costituita nella parte centrale da una nicchia e da un piedistallo. Nella parte anteriore del basamento, entro un cartiglio, si trova una epigrafe celebrativa. Le parti laterali dell’edicola sono delimitate da due pilastri, alla cui sommità stanno due leoni, simmetrici, che sorreggono due insegne. La struttura è coronata da una cornice mistilinea che presenta vari motivi decorativi.

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