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Immersiva ai Magazzini

Magazzino Monte PegniB356

Saranno i Magazzini di Fondazione Livorno a ospitare dal 4 all’8 agosto, in occasione dell’edizione 2021 di Effetto Venezia, il percorso multisensoriale fatto di piccoli assaggi di come potrebbe essere un futuro centro espositivo permanente, allestito da Immersiva.
Dopo i suggestivi videomapping prodotti alle Terme del Corallo, al Mascagni Festival e alla Dogana d’Acqua, Immersiva approda nei magazzini e nelle cantine di Venezia per accompagnare il pubblico in un viaggio onirico sospeso tra le nozioni del tempo e dello spazio.
Una serie di installazioni racconterà Livorno, l’arte, la tecnologia e tante altre cose, sfruttando le infinite potenzialità di questo spazio magnifico.
L’ingresso sarà da via Borra 29, dal Palazzo delle Colonne di Marmo, dalle ore 21 alle 24, l’uscita dagli Scali del Monte Pio 31/33.
Come ha sottolineato l’assessore alla cultura del Comune Simone Lenzi alla conferenza stampa di ieri “Questo edificio meraviglioso parla da solo, rappresenta tutto quello che la città è stata, l’Amministrazione vuole valorizzarlo e per questo motivo sarà presentato prossimamente alla XVII Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia”.
Da diversi anni i Magazzini appartengono a Fondazione Livorno. Sono collocati sul retro di due importanti palazzi che si affacciano su via Borra, il Monte di Pietà e il Palazzo delle Colonne di Marmo. Circa 4.700 mq di cui 1875 al piano interrato (cantine), 1.600 mq al piano terra (magazzini) e 1.220 mq di terrazza sovrastante.
“Pochi livornesi conoscono questi locali– ha spiegato Giovanni Giannone, consigliere d’amministrazione di Fondazione Livorno – per questo abbiamo deciso di aprire le porte dei Magazzini ai visitatori, per farli conoscere e apprezzare. Anche perché da tempo stiamo pensando di ristrutturarli con un progetto importante, per farne uno spazio multifunzionale, a disposizione della città”.
Andrea Cecconi, presidente di Immersiva, ha già presentato una sua proposta, che coltiva da tempo: un centro espositivo multisensoriale in grado di combinare i cinque sensi attraverso tecnologie innovative per la diffusione di arte, scienza, cultura e spettacolo.
“Questo luogo – sottolinea alla conferenza stampa – racchiude il Dna di Livorno. Conserva le radici della città, con il suo antico sistema di fondi, magazzini e cantine e in questo appuntamento, abbiamo cercato di creare un connubio tra tradizione e innovazione”.
La parola è poi passata a Nicola Buttari, che ha illustrato il programma e i percorsi insieme a Martino Chiti e a Barbara Luccini, direttore artistico. Riccardo Della Ragione porterà due poltrone, frutto di nuove tecnologie, strumenti che creano risonanza al corpo e che sono già stati utilizzati al Museo della Scienza di Trento progettato da Renzo Piano. Gabriele Baldocci cercherà di improvvisare un ritratto musicale alle persone che si presteranno all’esperimento, 8 ogni sera, già prenotate.
A conclusione della conferenza stampa, Fondazione Livorno e Immersiva hanno ringraziato Reset, rappresentata da Pino Pera, per il contributo dato alla pulizia dei locali e a quello che darà per controllare che il numero dei presenti non superi la capienza massima. Grazie anche alla ditta Localnet che ha migliorato l’impianto elettrico, a Carpenter, a Edilteco, al condominio che ha autorizzato l’evento, agli sponsor e a tutti coloro che hanno reso possibile, in pochissimo tempo, la realizzazione dell’evento.

I Magazzini del Monte di Pietà
L’istituto del Monte di Pietà era presente a Livorno già alla fine del ‘500 quando Ferdinando I de’ Medici aveva concesso l’apertura di un ufficio prestiti in via della Coroncina.
Due secoli dopo, tra il 1701 e il 1710, su progetto di Giuliano Ciaccheri, viene realizzato il Palazzo del Monte di Pietà al numero 25 di via Borra, la via principale e aristocratica della città dove sorgevano le sedi dei principali palazzi della Livorno settecentesca.
Nel 1899 Carlo Frullani fu incaricato di restaurarlo e a seguito dell’apertura di una nuova sezione di credito vi aggiunse un’altra scala. Nel 1912 fu annesso al Monte di Pietà anche il contiguo civico 29, il Palazzo delle Colonne di Marmo della famiglia Bicchierai con la sua bellissima facciata barocca.
La facciata del Monte di Pietà è scandita da tre ordini di finestre incorniciate così come il portone d’ingresso, sopra al quale si trova una lapide con epigrafe. L’atrio interno, sostenuto da una volta a botte, conduce alla scala che porta ai piani superiori e al cortile centrale. Nei sotterranei, due ampi magazzini collegano il palazzo con il canale retrostante che corre lungo gli Scali del Monte Pio e gli Scali Rosciano.
Questi magazzini dei due palazzi, con ingresso sugli Scali del Monte Pio n.33, appartengono da qualche anno a Fondazione Livorno che si è proposta, prima possibile, di procedere al loro restauro.

Il PROGRAMMA e i PERCORSI di IMMERSIVA in occasione di EFFETTO VENEZIA 2021

Chiostra

Futura

Una video installazione con la quale il team creativo di Immersiva immagina e propone un possibile futuro per gli ambienti storici all’interno del palazzo del monte dei pegni.

 

Sala 1

Immersiva Virtuale Experience

“IL CASTELLO DI LIVORNO” video installazione interattiva

Regia e scenografia: Nicola Buttari

Consulenza storica: Gaetano Ciccone, Olimpia Vaccari

Modellazione e approfondimenti: Riccardo Minuti, Marco Mancini “Livorno com’era”

Il “CASTELLO DI LIVORNO” è il primo ambiente virtuale realizzato all’interno del progetto “Immersiva virtual experience” presentato in anteprima al pubblico in occasione di Effetto Venezia. Il Castello di Livorno è una preliminare ricostruzione 3D della Livorno medievale di fine Quattrocento, realizzata con nuove tecnologie, navigabile in prima persona e fruibile gratuitamente attraverso il web. Sarà infatti poi possibile accedervi liberamente on line, gratuitamente e senza alcuna registrazione, tramite un link che verrà pubblicato sui social di Immersiva.

 

Sala 1

Immersiva antologica

Retrospettiva

Una presentazione attraverso tre video-installazioni dei principali progetti realizzati da Immersiva a Livorno con allestimento fotografico di chi ha assistito e documentato i suoi spettacoli.

 

Sala 2

Immersiva Cube

Una città (Livorno)

VIDEOINSTALLAZIONE

Autore: Martino Chiti

Collaboratori: Linda Lombardo, Chiara Cunzolo, Marta Reda, Gianna Landucci, Marco Zaninello associazione Randi, circolo didattico Antonio Benci, comunità straniere di Livorno.

Finché ogni forma non avrà trovato la sua città, nuove città continueranno a nascere. Dove le forme esauriscono le loro variazioni e si disfano, comincia la fine delle città

Italo Calvino “Le città invisibili”

Tre sguardi su realtà nascoste della città di Livorno:

CITTA’ #1

Una fantasmagoria di immagini e suoni plasmati dai luoghi, i colori, il cibo, la musica, le tradizioni portate dalla diaspora. Riconoscere, nelle distinte culture, una nuova forma in cui il territorio si arricchisce di vite sconosciute e lo sconosciuto si appropria di un nuovo territorio senza perdere il contatto con la terra d’origine.

CITTA’ #2

Il mondo osservato attraverso gli occhi dei bambini. Uno sguardo privo di costruzioni, spontaneo. Il progetto si colloca all’interno dell’accordo di rete “La scuola cammina” realizzato dal circolo scolastico Antonio Benci per promuovere l’inclusione sociale e un modo differente di intendere la didattica. Questo lavoro fa parte di un laboratorio fotografico permanente che permetterà di costruire un archivio del tessuto sociale della città nel tempo, attraverso gli occhi dei bambini.

CITTA’ #3

Frammenti di parole e volti che riflettono sugli stereotipi di genere nelle relazioni tra adolescenti.

Sfaccettature che compongono un’idea. Progetto sviluppato con l’associazione Randi grazie al contributo della chiesa evangelica Valdese. Un percorso che ha l’obbiettivo di ascoltare e comprendere l’immaginario degli adolescenti. Le testimonianze di ragazzi e ragazze ci restituiscono la visione di come siamo influenzati dagli stereotipi imposti dalla società e, allo stesso tempo, ci aiutano a costruire una riflessione diversa, libera da condizionamenti e habitus.

 

Sala 3

Immersiva performance room

“Stardust”

video installazione di Nicola Buttari

con la partecipazione di Barbara Luccini, Leonardo Diana, Massimo Signorini, Marco Vanni, Daniela Maccari, Filippo Nuti, Gabriele Bracci, Alice Palese, Niccolò Corsaro.

Cantanti, musicisti e ballerini si alterneranno in un dialogo tecnologico con la video installazione di Nicola Buttari. Stardust è un estratto della scenografia virtuale dello spettacolo di danza “In sezione aurea”, prodotta da Versiliadanza nel 2019.

L’autore, attraverso questa installazione, cerca di interpretare quello che per lui è equilibrio e armonia e lo fa utilizzando la famosa sequenza numerica di Fibonacci inserita ad hoc nell’algoritmo che genera il flusso particellare e che in questo caso reagirà agli stimoli sonori live dei musicisti che si esibiranno.

 

“Ritratti musicali” di Gabriele Baldocci (7 e 8 agosto dalle 22 alle 23.30)

Per la prima volta e in anteprima assoluta Immersiva presenta il progetto “Emotional Piano Experience”, nato dalla collaborazione con il pianista classico Gabriele Baldocci.

Con questa performance, il celebre musicista rinnova l’antica pratica dell’improvvisazione classica e la trasforma, in un mix multisensoriale di musica e tecnologia, in un’installazione artistica.

L’artista seduto al suo piano legge nell’anima del visitatore che avrà di fronte e improvviserà un ritratto musicale, partendo dalle emozioni suscitate dall’interazione empatica tra i due esseri umani. L’improvvisazione non è mai “schematica”, né ripetitiva, ma si sviluppa seguendo gli stati d’animo, le azioni e le reazioni dell’artista e del suo interlocutore.

Caratteristica della performance è la sua singolarità, cioè la sua irriproducibilità. Essa esiste solo nel momento della sua esecuzione, nella singolarità dello spazio che occupa e per quello spettatore presente. La documentazione di una performance (foto, video, residui materiali, racconti) non può far altro che ricordare ciò che è successo e trasmetterlo, senza tuttavia ambire a replicare l’evento. È assente qualsiasi filtro rappresentativo perché la “fruizione” dell’opera coincide perfettamente con il suo farsi, anzi ne costituisce l’essenza intima. In questo caso non esiste un oggetto d’arte sul quale l’osservatore detiene completo controllo, ma due soggetti e due sguardi che si incrociano e in questo modo creano un’esperienza artistica. Il ritratto musicale scaturisce dalla relazione tra artista e il soggetto che gli sta di fronte. L’immobilità e il silenzio aguzzano l’attenzione anche per il minimo movimento, un cambio di respiro, un gemito soppresso. Si realizza così una modalità di incontro con l’altra persona completamente opposto a quello abituale, in cui acquista importanza ciò che è invisibile o quasi invisibile, i più piccoli segnali che passano tra due sconosciuti che condividono un tempo di grande prossimità. La performance prende vita dal puro momento dell’incontro, senza nessun motivo oltre l’esperienza della presenza dell’altra persona, senza altro “messaggio” che l’esserci dei due “co-protagonisti”, per poi divenire musica, immagini sul corpo dello spettatore (body mapping)

Prenotazione obbligatoria per chi vuole essere ritratto, per un massimo di 8 persone a sera.

 

 

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